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BUONA ESTATE A TUTTI !

Estate2015

Un aiuto per i genitori e gli adulti in una situazione difficile


Cari genitori, Cari adulti

 

Nella vita di tutti noi, adulti e bambini, a volte succedono delle cose che sono difficili sia da capire che da spiegare. Eppure, proprio quando sono coinvolti dei bambini è importante parlare con loro di quello che sta succedendo e dare delle parole alle emozioni che tutti vivono. Evitare l’argomento o fare finta di niente, non aiuta i bambini e, anzi, può peggiorare la situazione. Per loro natura i bambini si sentono spesso responsabili e/o colpevoli di ciò che capita loro o alle persone a cui vogliono bene. È dunque importante chiarire eventuali equivoci in questo senso.

 

A volte i genitori pensano che è meglio aspettare che siano i bambini stessi a chiedere spiegazioni. Questa strategia si è dimostrata poco efficace e fa correre il rischio che i bambini siano lasciati da soli a dover gestire la situazione e le emozioni correlate. In effetti, ci sono bambini che non chiedono affatto pur avendo mille domande e una grande confusione in testa; altri lo fanno in maniera indiretta, altri ancora fanno le “domande” attraverso i loro comportamenti. Certi di questi comportamenti possono essere facilemente capiti, come ad esempio la tristezza; altri possono mettere gli adulti in difficoltà. Ad esempio, se un bambino è arrabbiato non significa che “ce l’ha” con il genitore o con gli altri, ma sta male e la sua sofferenza si manifesta in questo modo. Dunque, per aiutare i bambini, è importante che gli adulti si assumano la responsabilità per la comunicazione e facciano il primo passo. 

 

Ma come iniziare? E come spiegare a un bambino il significato di certi eventi e di certe parole senza spaventarlo? Alcuni suggerimenti.

 

Iniziare facendo riferimento all’accaduto: “Ti sarai accorto che ….”, “Quello che è successo oggi ci ha toccato tutti moltissimo…”.

 

È inoltre importante tenere conto dei seguenti punti:

 

1. Non giudicare e men che meno sgridare il bambino per le domande che fa. Non rimproverarlo.

2. Spiegare i fatti con parole semplici, comprensibili anche per il bambino.

3. Ascoltare soprattutto le emozioni che si celano dietro le reazioni del bambino, p.es. “sei stupito di quello che è successo, non ti sembra possibile… sei triste…, non ti sembra giusto…”

4. Dire la verità. Se non è possibile raccontare i dettagli della situazione, potrete dire “ci sono dei dettagli di cui in questo momento preferisco non parlare”. Oppure, se ci sono cose che non capite o non sapete, ditelo onestamente: “mi hai fatto una domanda importante, io in questo momento non so darti una risposta… “, “anche per me è difficile capire…”, “… ho bisogno di tempo per capire io stesso/a, quando avrò più chiaro come risponderti, ti spiegherò meglio…”

5. I bambini a volte hanno bisogno di fare più volte la stessa domanda. Cercate di non perdere la pazienza e spiegate di nuovo ciò che vi sta chiedendo.

6. Verificate se le vostre risposte sono state soddisfacenti: “c’è ancora qualcosa che vorresti sapere?”. Rassicurate il bambino che potrà sempre rivolgersi a voi per avere altre informazioni.

7. Gli interventi educativi possono essere rimandati ai momenti in cui la “crisi” non sarà più così acuta. Ossia se un bambino durante un colloquio esprime un giudizio o dice una parolaccia, questo non è il momento per riprenderlo o sgridarlo. È molto più importante cercare di capire quale emozione sta cercando di trasmettere attraverso questo comportamento.

 

Due domande a cui a volte è difficile rispondere:

 

Cos‘è un pedofilo?

Un pedofilo è una persona che dice di amare i bambini e vuole fare dei giochi con le parti private, intime del bambino o con le sue proprie parti intime.  Queste parti del corpo sono quelle coperte dal costume da bagno.

Nessuno ha il diritto di chiedere a un bambino di far vedere oppure toccare le parti private, intime del corpo. Se succede, è importantissimo raccontarlo al più presto a un adulto.

 

Cosa sono gli abusi sessuali?

Si parla di abusi sessuali quando qualcuno chiede a un bambino di vedere o mostrare, di toccare o fare toccare le parti intime, private del corpo del bambino oppure dell’altro. Queste parti del corpo sono quelle coperte dal costume da bagno.

Nessuno ha il diritto di chiedere a un bambino di fare veder oppure toccare le parti intime, private del corpo. Se succede, è importantissimo raccontarlo al più presto a un adulto.

 

Chi fosse interessato può anche richiedere presso l’ASPI informazioni sui libri di Alberto Pellai dove questi argomenti sono trattati in modo approfondito.

 

 

I messaggi della prevenzione

da trasmettere ai bambini


Messaggio al bambino: Il tuo corpo è tuo e nessuno ha il diritto di toccarti, di accarezzarti se tu non vuoi. E soprattutto nessuno mai può toccarti le tue parti intime, o chiederti di toccare o guardare le sue parti intime.

Concetto per l’adulto: Il bambino è una persona a tutti gli effetti. Il corpo del bambino appartiene a lui e nessuno ha il diritto di toccarlo o accarezzarlo se il bambino non vuole. Le parti intime sono parti molto private del suo corpo e nessuno può toccarle, così come nessuno può chiedere al bambino di guardare le parti intime di un’altra persona o di toccarle.

 

Messaggio al bambino: È importante che parli di come ti senti, quando ti senti bene e soprattutto quando qualcosa ti fa sentire strano o male.

Concetto per l’adulto: In famiglia e a scuola, è importante parlare di emozioni, raccontarsi a vicenda quando ci si sente bene, o quando ci si sente male. Così facendo, gli adulti aiutano i bambini a riconoscere e ascoltare le loro emozioni, e a parlarne.

 

Messaggio al bambino: Ci sono segreti belli che fanno stare bene (per esempio un regalo a sorpresa per il compleanno del papà) e ci sono dei segreti brutti che fanno stare male e pesano come se avessi dei sassi nella pancia. Se c’è un segreto che ti fa stare male o che ti fa sentire strano perché non lo capisci, allora parlane al più presto con qualcuno.

Concetto per l’adulto: A volte ai bambini viene confidato un segreto e gli si chiede di mantenerlo. È importante che gli adulti aiutino il bambino a capire che ci sono segreti belli e segreti brutti e che un segreto può essere mantenuto solo se questo segreto lo fa stare bene e che ciò che gli è stato confidato non gli crei alcuna confusione. Inoltre, gli adulti non dovrebbero coinvolgere i bambini nei loro segreti. Non è educativo nemmeno ricattarli o minacciarli per ottenere la loro ubbidienza o il loro silenzio.

 

Messaggio al bambino: Hai il diritto di dire di NO a chiunque vuole farti del male o quando ti senti trattato ingiustamente e quando qualcuno non ti rispetta.

Concetto per l’adulto: Dai bambini a volte ci aspettiamo che sappiano dire di no se “un malintenzionato” propone loro qualcosa. Dire di no a un adulto per un bambino non è facile, anche perché nella quotidianità spesso viene sgridato se dice di no. È fondamentale insegnare al bambino che può dire di no a casa e anche a scuola, ascoltando il suo NO, e cercando poi insieme a lui soluzioni alternative che vadano bene per entrambe le parti.

 

Messaggio al bambino: Quando hai un problema, parlane al più presto possibile con un adulto, un grande di cui ti fidi! Farsi aiutare è un segno di forza e di intelligenza! Se l’adulto non ti ascolta o non capisce o non ce la fa ad aiutarti, non arrenderti, cerca qualcun altro.

Concetto per l’adulto: Il bambino ha bisogno di adulti di cui fidarsi e che siano in grado di ascoltarlo e aiutarlo. È importante ascoltare il bambino, liberando la mente da pregiudizi e preconcetti. Se un bambino ci confida un problema, ha dimostrato coraggio e fiducia, dunque dobbiamo prenderlo sul serio e cercare insieme a lui delle soluzioni.

 

Link e documenti

Scarica il documento PDF

 

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BB Mombelli ..

“La visione di un mondo nel quale la violenza educativa sui bambini è universalmente condannata e proibita è ora a nostra portata. Non possiamo lasciare altre generazioni di bambini subire questa evidente e deliberata violazione dei loro diritti. Non dobbiamo farli aspettare!”

 

Paulo Sérgio Pinheiro

“Per osservare certi aspetti del futuro, non abbiamo bisogno di proiezioni elaborate da super computer. Molto di ciò che avverrà nel prossimo millennio, si può già vedere dal modo in cui ci occupiamo dei bambini oggi. Il mondo di domani sarà influenzato dalla scienza e dalla tecnologia, ma più di ogni altra cosa, sta già prendendo forma nei corpi e nelle menti dei nostri figli”

Kofi Annan

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TUTTO TROPPO PRESTO,

L’EDUCAZIONE SESSUALE DEI NOSTRI FIGLI AI TEMPI DI INTERNET

 

A cura di Alberto Pellai




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