sono unico e prezioso

RadioPeo

Trasmissione della RSI 24.05.2012

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«Sono unico e prezioso!»

 

Percorso didattico interattivo di prevenzione dell’abuso sessuale. Per bambini a partire della prima elementare.

 

Questa proposta didattica è stata ripresa dalla Germania, dove viene realizzata da diversi anni. La sua valutazione è stata affidata all’Università di Flensburg e risulta molto positiva.

Durante una fase preparatoria durata diversi mesi è stata adattata alla realtà e ai bisogni della Svizzera. La valutazione delle prime esperienze in Svizzera tedesca effettuata dallo studio “Sfinx” di Berna, permette di affermare che i risultati sono eccellenti a tutti i livelli.

Nella Svizzera Italiana il percorso "Sono unico e prezioso!" è stato ripreso dalla Fondazione ASPI nel 2006 e accuratamente reso consimile al programma “Le parole non dette”, in modo da poter offrire due proposte di prevenzione complementari e in sintonia tra di loro.

L’obiettivo del percorso interattivo “Sono unico e prezioso” è di rinforzare l’autostima dei bambini e la loro capacità di difendersi dagli abusi sessuali e dalla violenza. Attraverso una serie di attività ludiche esposte in sei postazioni differenti, le bambine e i bambini fanno importanti esperienze in relazione al loro corpo, alle loro emozioni e sensazioni, e al rispetto di sé e dell'altro. Ciò avviene in considerazione della loro età e dei loro valori, senza suscitare insicurezze o paure. Le riflessioni che sono proposte e le informazioni che si offrono ai bambini aumentano la loro capacità di farsi aiutare in caso di disagio e di difficoltà.

Affinché questa iniziativa di prevenzione sia efficace a tutti i livelli, occorre che gli adulti di riferimento, soprattutto i genitori e gli insegnanti, siano sensibilizzati su questa problematica e che, a loro volta, integrino le conoscenze alla base della prevenzione nella loro pratica educativa quotidiana.

 

 

I messaggi del percorso “Sono unico e prezioso”

 

1. Il mio corpo appartiene solo a me!

 

Una buona consapevolezza del proprio corpo e un’educazione sessuale adatta all’età del bambino contribuiscono allo sviluppo di una sana autostima e costituiscono importanti fattori preventivi. Se i bambini possiedono un’adeguata conoscenza del loro corpo e conoscono le parole relative alla sfera della sessualità, sarà più facile per loro riconoscere un abuso o una violenza sessuale e di conseguenza parlarne.

 

Promuovendo una consapevolezza positiva della corporeità, si permette ai bambini di sentirsi unici e preziosi e parallelamente di essere fieri del proprio corpo, di riconoscerne il valore e il diritto all’inviolabilità: ciò li aiuta a percepire in modo più chiaro i loro limiti di accettazione e di conseguenza i tentativi di violazione/trasgressione e a difendersi meglio.

 

 

2. Mi fido di quello che sento! Ascolto la mia pancia!

 

È importante sollecitare i bambini e le bambine a scoprire le sensazioni e le emozioni che si possono provare in determinate circostanze. In particolare è indispensabile insegnar loro a fidarsi di quello che sentono, a prendere sul serio le loro emozioni e a esprimerle. Infatti, i bambini che subiscono un abuso sessuale, nella maggior parte dei casi, hanno dei forti dubbi su quello che sentono a livello emotivo e che avvertono in genere nella loro pancia, perché le loro sensazioni sono sistematicamente messe in discussione, contraddette o addirittura negate dall’abusante.

 

I bambini che si fidano delle loro emozioni potranno essere più attenti e reagire meglio nel caso in cui si devono confrontare con una situazione spiacevole, in cui percepiscono qualche cosa di strano che può provocare disgusto e ripugnanza. Le bambine e i bambini che imparano ad essere attenti alle loro emozioni e a scegliere come comportarsi in funzione di quello che sentono, sapranno più facilmente riconoscere il tentativo di coinvolgerli in atti sessuali, evitando così di essere abusati.

 

 

3. So riconoscere un tocco bello, strano o fastidioso!

 

I bambini hanno il diritto di scegliere da chi, come, quando e dove vogliono essere toccati. Devono essere sollecitati a riconoscere le varie modalità di relazione corporea con gli altri e in particolare devono essere guidati a differenziare il “tocco positivo” dal “tocco negativo”. È importante che i bambini si sentano autorizzati a rifiutare dei tocchi percepiti come strani o spiacevoli o, semplicemente, a non essere toccati.

 

Le bambine e i bambini devono sapere che nessun adulto o ragazzo più grande ha il diritto di toccar loro la vulva o il pene, e nemmeno il sedere e il seno. Nello stesso modo, nessun bambino può essere persuaso o costretto a toccare i genitali di un’altra persona. Parallelamente sarà altrettanto importante spiegare ai bambini che ci sono dei contatti fisici poco piacevoli che non si possono evitare, come ad esempio i contatti corporei che possono avvenire durante una visita dal dottore o all’ospedale; e anche in questo caso hanno il diritto di chiedere e ottenere l’accompagnamento da parte di un adulto di cui si fidano.

 

 

4. Ho il diritto di dire di NO !

 

Anche i bambini hanno il diritto di mettere dei limiti e dire di “NO”. È importante che imparino a sentire e riconoscere i propri limiti e quelli degli altri e che siano in grado di rispettarli. Occorre insegnare ai bambini che, se questi limiti non sono rispettati, hanno il diritto di dire di “NO” anche agli adulti (genitori e docenti compresi) o a qualcuno più grande di loro.

 

Si può riflettere insieme ai bambini in quali situazioni ha senso non ubbidire e come possono difendersi nel caso in cui percepiscono un pericolo potenziale o reale che sia. È importante insegnar loro a essere coraggiosi, allo scopo di imparare a dire di NO in modo chiaro e deciso.  Nello stesso tempo i bambini devono essere preparati ad affrontare situazioni nelle quali non possono difendersi da soli, quando il loro “NO” viene ignorato. In questi casi è importante che sappiano che devono cercare aiuto e dove cercarlo.

 

 

5. So riconoscere i segreti “buoni” da quelli “cattivi”!

 

I segreti piacciono ai bambini e alle bambine, perché sono emozionanti ed eccitanti. Siccome generalmente i bambini hanno uno spiccato senso dell’onore, tendono a non svelare un segreto. Gli abusanti lo sanno e approfittano di questa loro caratteristica. Così può succedere che un abusante racconti a un bambino di voler fare o mostrare cose che solo loro due possono sapere. Spesso gli abusanti costringono le loro vittime a tacere sugli atti sessuali compiuti e per di più aumentano la pressione per mantenere il segreto con dei ricatti o delle minacce.

 

È pertanto indispensabile per i bambini imparare a distinguere i “segreti buoni” dai “segreti cattivi” e capire che questi ultimi vanno assolutamente sempre raccontati a qualcuno.

 

 

6. Sono furbo, mi faccio aiutare!

 

Di regola i bambini non possono impedire da soli un abuso sessuale. È dunque importante consigliar loro di cercare aiuto in caso di difficoltà e di parlare di quello che succede con una persona di fiducia di loro scelta. I bambini devono poter sperimentare che farsi aiutare non rappresenta un segno di debolezza. Al contrario, quando ci si trova in situazioni difficili, non solo è opportuno ma è da furbi farsi aiutare. Bisogna inoltre insegnare ai bambini che ci vuole anche tanto coraggio per parlare delle esperienze negative. Per di più può succedere che un bambino non riesca a farsi aiutare al primo tentativo. In questo caso è importante che non si arrenda, ma che continui a parlarne finché qualcuno gli crederà.

 

Occorre infine riflettere insieme ai bambini su come possono sostenersi e aiutarsi a vicenda e sull’importanza di avere almeno una persona adulta di cui possono fidarsi, qualsiasi cosa accada. Quando i bambini conoscono una persona di fiducia, sanno a chi possono rivolgersi in caso di difficoltà. È auspicabile inoltre che conoscano i servizi di aiuto, in modo da potersi fare aiutare più facilmente. Per questo è importante informarli regolarmente su questi servizi.

 

 

Attività proposte

 

Attività per gli allievi

 

La mostra è composta da sei postazioni a forma di prisma. Su ciascuna delle facce del prisma sono proposte delle attività basate sul gioco interattivo. Gli allievi divisi in piccoli gruppi di 6-7 allievi (ogni classe è divisa in 3 gruppi) sono accompagnati da una formatrice specialmente formata per una visita di ca. due ore, durante l’orario scolastico.

 

 

Attività per gli insegnanti

 

L’intervento dei formatori ASPI specializzati è puntuale e si situa in un contesto dove la persona di riferimento per la classe è il docente. A lui spetta sia l’informazione dei propri allievi su quello che si farà con la mostra, sia il seguito. In effetti, è auspicabile che il discorso iniziato durante il percorso didattico prosegua anche in classe. Parlare del corpo, delle emozioni, delle proprie scelte e azioni, parlare di sé e comunicare con gli altri ha infatti una valenza altamente efficace in termini di prevenzione.

Per preparare la visita degli allievi alla mostra e discutere con i docenti del loro ruolo nell’ambito della prevenzione è previsto un incontro di due ore, almeno una settimana prima dello svolgimento del programma con i bambini. Inoltre, i docenti che lo desiderano, possono rivolgersi alla Fondazione ASPI per qualsiasi domanda in merito: 091 943 57 47 oppure info@aspi.ch . Per chi lo desidera, è a disposizione una mappetta di materiale didattico in lingua tedesca e/o francese (la traduzione in italiano è prevista).

 

 

Attività per i genitori

 

I genitori sono invitati una serata sul tema della prevenzione degli abusi, che avrà luogo anch’essa almeno una settimana prima di coinvolgere attivamente i loro figli. L’azione preventiva sarà maggiore se anche con i loro genitori i bambini avranno l’opportunità di comunicare ed essere ascoltati a proposito di tutto quello che vivono, a livello conoscitivo ed emozionale.

 

 

Quadro istituzionale

 

La Fondazione ASPI realizza questo programma con l’accordo e il sostegno del capo dell’Ufficio delle Scuole Comunali, Mirko Guzzi, nonché del direttore del Centro Didattico Cantonale, Stelio Righenzi.

La decisione dell’itinerario che segue la mostra appartiene al capo ufficio delle scuole comunali d’intesa con il collegio degli ispettori e con i direttori degli istituti scolastici coinvolti. Tutti gli aspetti logistici, montaggio e smontaggio in particolare, sono assunti dal Centro didattico Cantonale. La Fondazione ASPI mette a disposizione i propri collaboratori appositamente formati sia per il lavoro con gli allievi, sia per l’informazione e la formazione degli adulti.

L’iniziativa è sostenuta anche dalla Commissione LAV, responsabile della prevenzione della violenza in particolare sui minorenni, nel Cantone Ticino.

 

 

Costi per la partecipazione delle classi

 

A ogni classe che partecipa viene richiesto un contributo di 100.-.

 

 

 

«Sono unico e prezioso!» 

 

Percorso didattico interattivo di prevenzione dell’abuso sessuale. Per bambini a partire della prima elementare.

 

Questa proposta didattica è stata ripresa dalla Germania, dove viene realizzata da diversi anni. La sua valutazione è stata affidata all’Università di Flensburg e risulta molto positiva.

Durante una fase preparatoria durata diversi mesi è stata adattata alla realtà e ai bisogni della Svizzera. La valutazione delle prime esperienze in Svizzera tedesca effettuata dallo studio “Sfinx” di Berna, permette di affermare che i risultati sono eccellenti a tutti i livelli.

Nella Svizzera Italiana il percorso "Sono unico e prezioso!" è stato ripreso dalla Fondazione ASPI nel 2006 e accuratamente reso consimile al programma “Le parole non dette”, in modo da poter offrire due proposte di prevenzione complementari e in sintonia tra di loro.

L’obiettivo del percorso interattivo “Sono unico e prezioso” è di rinforzare l’autostima dei bambini e la loro capacità di difendersi dagli abusi sessuali e dalla violenza. Attraverso una serie di attività ludiche esposte in sei postazioni differenti, le bambine e i bambini fanno importanti esperienze in relazione al loro corpo, alle loro emozioni e sensazioni, e al rispetto di sé e dell'altro. Ciò avviene in considerazione della loro età e dei loro valori, senza suscitare insicurezze o paure. Le riflessioni che sono proposte e le informazioni che si offrono ai bambini aumentano la loro capacità di farsi aiutare in caso di disagio e di difficoltà.

Affinché questa iniziativa di prevenzione sia efficace a tutti i livelli, occorre che gli adulti di riferimento, soprattutto i genitori e gli insegnanti, siano sensibilizzati su questa problematica e che, a loro volta, integrino le conoscenze alla base della prevenzione nella loro pratica educativa quotidiana.

 

 

I messaggi del percorso “Sono unico e prezioso”

 

1. Il mio corpo appartiene solo a me!

 

Una buona consapevolezza del proprio corpo e un’educazione sessuale adatta all’età del bambino contribuiscono allo sviluppo di una sana autostima e costituiscono importanti fattori preventivi. Se i bambini possiedono un’adeguata conoscenza del loro corpo e conoscono le parole relative alla sfera della sessualità, sarà più facile per loro riconoscere un abuso o una violenza sessuale e di conseguenza parlarne.

 

Promuovendo una consapevolezza positiva della corporeità, si permette ai bambini di sentirsi unici e preziosi e parallelamente di essere fieri del proprio corpo, di riconoscerne il valore e il diritto all’inviolabilità: ciò li aiuta a percepire in modo più chiaro i loro limiti di accettazione e di conseguenza i tentativi di violazione/trasgressione e a difendersi meglio.

 

 

2. Mi fido di quello che sento! Ascolto la mia pancia!

 

È importante sollecitare i bambini e le bambine a scoprire le sensazioni e le emozioni che si possono provare in determinate circostanze. In particolare è indispensabile insegnar loro a fidarsi di quello che sentono, a prendere sul serio le loro emozioni e a esprimerle. Infatti, i bambini che subiscono un abuso sessuale, nella maggior parte dei casi, hanno dei forti dubbi su quello che sentono a livello emotivo e che avvertono in genere nella loro pancia, perché le loro sensazioni sono sistematicamente messe in discussione, contraddette o addirittura negate dall’abusante.

 

I bambini che si fidano delle loro emozioni potranno essere più attenti e reagire meglio nel caso in cui si devono confrontare con una situazione spiacevole, in cui percepiscono qualche cosa di strano che può provocare disgusto e ripugnanza. Le bambine e i bambini che imparano ad essere attenti alle loro emozioni e a scegliere come comportarsi in funzione di quello che sentono, sapranno più facilmente riconoscere il tentativo di coinvolgerli in atti sessuali, evitando così di essere abusati.

 

 

3. So riconoscere un tocco bello, strano o fastidioso!

 

I bambini hanno il diritto di scegliere da chi, come, quando e dove vogliono essere toccati. Devono essere sollecitati a riconoscere le varie modalità di relazione corporea con gli altri e in particolare devono essere guidati a differenziare il “tocco positivo” dal “tocco negativo”. È importante che i bambini si sentano autorizzati a rifiutare dei tocchi percepiti come strani o spiacevoli o, semplicemente, a non essere toccati.

 

Le bambine e i bambini devono sapere che nessun adulto o ragazzo più grande ha il diritto di toccar loro la vulva o il pene, e nemmeno il sedere e il seno. Nello stesso modo, nessun bambino può essere persuaso o costretto a toccare i genitali di un’altra persona. Parallelamente sarà altrettanto importante spiegare ai bambini che ci sono dei contatti fisici poco piacevoli che non si possono evitare, come ad esempio i contatti corporei che possono avvenire durante una visita dal dottore o all’ospedale; e anche in questo caso hanno il diritto di chiedere e ottenere l’accompagnamento da parte di un adulto di cui si fidano.

 

 

4. Ho il diritto di dire di NO !

 

Anche i bambini hanno il diritto di mettere dei limiti e dire di “NO”. È importante che imparino a sentire e riconoscere i propri limiti e quelli degli altri e che siano in grado di rispettarli. Occorre insegnare ai bambini che, se questi limiti non sono rispettati, hanno il diritto di dire di “NO” anche agli adulti (genitori e docenti compresi) o a qualcuno più grande di loro.

 

Si può riflettere insieme ai bambini in quali situazioni ha senso non ubbidire e come possono difendersi nel caso in cui percepiscono un pericolo potenziale o reale che sia. È importante insegnar loro a essere coraggiosi, allo scopo di imparare a dire di NO in modo chiaro e deciso.  Nello stesso tempo i bambini devono essere preparati ad affrontare situazioni nelle quali non possono difendersi da soli, quando il loro “NO” viene ignorato. In questi casi è importante che sappiano che devono cercare aiuto e dove cercarlo.

 

 

5. So riconoscere i segreti “buoni” da quelli “cattivi”!

 

I segreti piacciono ai bambini e alle bambine, perché sono emozionanti ed eccitanti. Siccome generalmente i bambini hanno uno spiccato senso dell’onore, tendono a non svelare un segreto. Gli abusanti lo sanno e approfittano di questa loro caratteristica. Così può succedere che un abusante racconti a un bambino di voler fare o mostrare cose che solo loro due possono sapere. Spesso gli abusanti costringono le loro vittime a tacere sugli atti sessuali compiuti e per di più aumentano la pressione per mantenere il segreto con dei ricatti o delle minacce.

 

È pertanto indispensabile per i bambini imparare a distinguere i “segreti buoni” dai “segreti cattivi” e capire che questi ultimi vanno assolutamente sempre raccontati a qualcuno.

 

 

6. Sono furbo, mi faccio aiutare!

 

Di regola i bambini non possono impedire da soli un abuso sessuale. È dunque importante consigliar loro di cercare aiuto in caso di difficoltà e di parlare di quello che succede con una persona di fiducia di loro scelta. I bambini devono poter sperimentare che farsi aiutare non rappresenta un segno di debolezza. Al contrario, quando ci si trova in situazioni difficili, non solo è opportuno ma è da furbi farsi aiutare. Bisogna inoltre insegnare ai bambini che ci vuole anche tanto coraggio per parlare delle esperienze negative. Per di più può succedere che un bambino non riesca a farsi aiutare al primo tentativo. In questo caso è importante che non si arrenda, ma che continui a parlarne finché qualcuno gli crederà.

 

Occorre infine riflettere insieme ai bambini su come possono sostenersi e aiutarsi a vicenda e sull’importanza di avere almeno una persona adulta di cui possono fidarsi, qualsiasi cosa accada. Quando i bambini conoscono una persona di fiducia, sanno a chi possono rivolgersi in caso di difficoltà. È auspicabile inoltre che conoscano i servizi di aiuto, in modo da potersi fare aiutare più facilmente. Per questo è importante informarli regolarmente su questi servizi.

 

 

Attività proposte

 

Attività per gli allievi

La mostra è composta da sei postazioni a forma di prisma. Su ciascuna delle facce del prisma sono proposte delle attività basate sul gioco interattivo. Gli allievi divisi in piccoli gruppi di 6-7 allievi (ogni classe è divisa in 3 gruppi) sono accompagnati da una formatrice specialmente formata per una visita di ca. due ore, durante l’orario scolastico.

 

Attività per gli insegnanti

L’intervento dei formatori ASPI specializzati è puntuale e si situa in un contesto dove la persona di riferimento per la classe è il docente. A lui spetta sia l’informazione dei propri allievi su quello che si farà con la mostra, sia il seguito. In effetti, è auspicabile che il discorso iniziato durante il percorso didattico prosegua anche in classe. Parlare del corpo, delle emozioni, delle proprie scelte e azioni, parlare di sé e comunicare con gli altri ha infatti una valenza altamente efficace in termini di prevenzione.

Per preparare la visita degli allievi alla mostra e discutere con i docenti del loro ruolo nell’ambito della prevenzione è previsto un incontro di due ore, almeno una settimana prima dello svolgimento del programma con i bambini. Inoltre, i docenti che lo desiderano, possono rivolgersi alla Fondazione ASPI per qualsiasi domanda in merito: 091 943 57 47 oppure info@aspi.ch . Per chi lo desidera, è a disposizione una mappetta di materiale didattico in lingua tedesca e/o francese (la traduzione in italiano è prevista).

 

Attività per i genitori

I genitori sono invitati una serata sul tema della prevenzione degli abusi, che avrà luogo anch’essa almeno una settimana prima di coinvolgere attivamente i loro figli. L’azione preventiva sarà maggiore se anche con i loro genitori i bambini avranno l’opportunità di comunicare ed essere ascoltati a proposito di tutto quello che vivono, a livello conoscitivo ed emozionale.

 

Quadro istituzionale

La Fondazione ASPI realizza questo programma con l’accordo e il sostegno del capo dell’Ufficio delle Scuole Comunali, Mirko Guzzi, nonché del direttore del Centro Didattico Cantonale, Stelio Righenzi.

La decisione dell’itinerario che segue la mostra appartiene al capo ufficio delle scuole comunali d’intesa con il collegio degli ispettori e con i direttori degli istituti scolastici coinvolti. Tutti gli aspetti logistici, montaggio e smontaggio in particolare, sono assunti dal Centro didattico Cantonale. La Fondazione ASPI mette a disposizione i propri collaboratori appositamente formati sia per il lavoro con gli allievi, sia per l’informazione e la formazione degli adulti.

L’iniziativa è sostenuta anche dalla Commissione LAV, responsabile della prevenzione della violenza in particolare sui minorenni, nel Cantone Ticino.

 

Costi per la partecipazione delle classi

A ogni classe che partecipa viene richiesto un contributo di 100.-.

 

 

Informazioni

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e la Protezione

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via Povrò 16

6932 Breganzona

 

T. 091 943 57 47

F. 091 960 06 27

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